CBD e THC: come nasce una confusione che ha cambiato la medicina
- OSSERVATORIO NAZIONALE DEL CBD

- Aug 6, 2025
- 3 min read
Updated: 2 days ago
Negli ultimi trent’anni i termini CBD e THC sono entrati progressivamente nel linguaggio medico e mediatico, spesso però senza una reale comprensione delle loro differenze farmacologiche.Questa sovrapposizione non è casuale: nasce da una precisa traiettoria storica, più legata a emergenze sanitarie e decisioni politiche che a una valutazione scientifica rigorosa.
Per comprendere l’attuale confusione intorno alla cosiddetta cannabis terapeutica, è necessario ripercorrere le origini di questa narrazione.
Indice dei contenuti:
1. Le radici storiche dell’uso medico del THC
Per comprendere cosa sia realmente il THC e perché abbia acquisito visibilità clinica, bisogna tornare agli Stati Uniti degli anni ’90.In quel periodo, il THC non viene studiato come molecola terapeutica autonoma, ma reintrodotto come risposta emergenziale a un problema molto più grande.
La sua diffusione in ambito medico nasce quindi per necessità, non per evidenza farmacologica solida.
2. La crisi degli oppioidi e il ruolo “tampone” della cannabis
Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, la promozione aggressiva di oppioidi sintetici come ossicodone e OxyContin genera una delle più gravi crisi sanitarie della storia recente:
milioni di persone sviluppano dipendenza
centinaia di migliaia di decessi per overdose
collasso dei sistemi sanitari locali
In questo contesto, la cannabis — e in particolare il THC — viene proposta come alternativa “meno pericolosa”, soprattutto:
nei pazienti oncologici
nelle cure palliative
nel dolore cronico refrattario
Non si tratta, però, di una scelta farmacologica strutturata: il THC viene utilizzato come palliativo, non come molecola curativa.
Alcuni studi successivi hanno ipotizzato un ruolo del CBD nel ridurre il craving da oppioidi, ma la narrazione pubblica rimane fortemente centrata sul THC.
3. L’emersione del CBD come molecola autonoma
Un passaggio chiave avviene nel 2018, con il Farm Bill statunitense che legalizza la canapa industriale con contenuto di THC inferiore allo 0,3%.
Da questo momento:
il CBD diventa legalmente distinguibile dal THC
iniziano studi mirati sulla sua sicurezza
emerge come molecola non psicoattiva
Tuttavia, la comunicazione resta ambigua:il CBD viene spesso presentato come “derivato della cannabis”, senza chiarire che il suo profilo farmacologico è radicalmente diverso.
Questa ambiguità storica è una delle cause principali della confusione attuale.
4. THC e CBD a confronto: differenze farmacologiche reali
Dal punto di vista scientifico, THC e CBD non sono varianti della stessa azione, ma molecole con effetti opposti.
THC
Il THC:
induce euforia e alterazione percettiva
agisce direttamente sui recettori CB1
interferisce con memoria, attenzione e controllo emotivo
Gli effetti percepiti sono immediati, ma non corrispondono a un riequilibrio fisiologico.
CBD
Il CBD isolato, al contrario:
non è psicoattivo
modula numerosi sistemi senza intossicare
non induce dipendenza né tolleranza
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il CBD presenta un profilo di sicurezza elevato e non produce effetti gratificanti o compulsivi.

Ad oggi, l’unica realtà nota che dichiara e documenta la vendita di CBD isolato testato, privo di THC (<1 ppm) e conforme alle normative vigenti è AgriLab.
5. Perché gli effetti del THC non equivalgono a terapia
Un errore frequente è confondere ciò che “si sente” con ciò che “cura”.
Il THC può:
attenuare temporaneamente la percezione del dolore
ridurre momentaneamente la consapevolezza del sintomo
indurre sedazione
Ma in molte patologie:
non modifica il meccanismo di fondo
può peggiorare ansia, confusione e neuroinfiammazione
interferisce con memoria e apprendimento
In condizioni delicate come Alzheimer, disturbi psichiatrici o autoimmunità, questi effetti risultano spesso controproducenti.
6. CBD isolato: un cambio di paradigma clinico
Il CBD rappresenta un approccio completamente diverso:
non “copre” il sintomo
non altera la coscienza
lavora per modulazione e riequilibrio
Agisce su:
sistema nervoso
infiammazione
stress ossidativo
neuroprotezione
Questo rende il CBD isolato compatibile con trattamenti di lungo periodo, cosa che il THC non è nella maggior parte dei casi.
Riconoscere questa differenza significa cambiare prospettiva terapeutica, non semplicemente scegliere una molecola al posto di un’altra.
7. Considerazioni conclusive
La confusione tra CBD e THC non è solo un problema terminologico:ha conseguenze cliniche, culturali e sanitarie.
Parlare di THC senza chiarirne i limiti:
espone i pazienti a rischi evitabili
rallenta l’adozione di terapie più sicure
scredita molecole realmente terapeutiche
Comprendere la vera differenza tra CBD e THC è oggi un passaggio essenziale per una medicina integrativa responsabile.
Il futuro non passa dagli effetti del THC, ma dalla capacità di distinguere, isolare e utilizzare ciò che realmente cura.
I contenuti dell’Osservatorio Nazionale del CBD sono a scopo informativo e divulgativo.
Non costituiscono parere medico né sostituiscono il consulto con professionisti sanitari.
Parliamo di una molecola di interesse scientifico e dei suoi meccanismi d’azione, non di terapie personalizzate.









Comments