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Cannabis: origini scientifiche e scoperta della differenza tra CBD e THC

  • Writer: OSSERVATORIO NAZIONALE DEL CBD
    OSSERVATORIO NAZIONALE DEL CBD
  • Aug 4, 2025
  • 4 min read

Updated: 2 days ago

Per decenni la parola cannabis è stata utilizzata come un contenitore indistinto, capace di includere pratiche culturali, uso ricreativo e potenziale terapeutico.La ricerca scientifica ha però dimostrato che questa semplificazione è errata.


La vera svolta arriva quando la cannabis viene studiata molecola per molecola, separando ciò che altera la coscienza da ciò che può curare.Questa distinzione ha un nome preciso e una data storica.


Indice dei contenuti:



1. La svolta scientifica che ha cambiato il destino della cannabis


Fino agli anni ’60 la cannabis era studiata in modo grossolano:una pianta, un effetto, una narrazione prevalentemente culturale.


La ricerca moderna nasce quando la cannabis entra nei laboratori di chimica organica e farmacologia.Il punto di svolta è la separazione dei principi attivi.


2. Raphael Mechoulam: il ricercatore che separò mito e scienza


Chimico israeliano, Mechoulam è universalmente riconosciuto come il fondatore della ricerca cannabinoide moderna.


Tra i suoi contributi principali:

  • 1963: primo isolamento del CBD (cannabidiolo)

  • 1964: sintesi e caratterizzazione del THC (tetraidrocannabinolo)


Per la prima volta, la cannabis viene compresa come un insieme di molecole distinte, con effetti profondamente diversi.


Questa distinzione non è solo chimica: è clinica, etica e regolatoria.


Sistema Endocannabinoide e fitocannabinoidi: cosa ha scoperto davvero Mechoulam

Mechoulam ha anche scoperto il sistema endocannabinoide (SEC), un complesso sistema biologico che regola:

  • Il sistema nervoso

  • Il sistema immunitario

  • La risposta infiammatoria

  • L’omeostasi cellulare

Il SEC è stimolato dai fitocannabinoidi, come CBD e THC, e questo spiega perché il cannabidiolo sia efficace su numerose patologie, senza provocare dipendenza o alterazioni mentali.


3. CBD e THC: due molecole, due effetti, due destini


Dal punto di vista scientifico, parlare di “cannabis” senza distinguere CBD e THC non ha senso.

  • CBD: non psicoattivo, modulante, multi-target

  • THC: psicoattivo, euforizzante, con limiti clinici evidenti


Mechoulam stesso ha più volte chiarito che confondere le due molecole ha rallentato la medicina cannabinoide, anziché favorirla.


4. Uso medico e uso ricreativo: una separazione necessaria

Uno dei messaggi più coerenti di Mechoulam nel corso di 60 anni di carriera è stato questo:

l’uso medico e l’uso ricreativo della cannabis non coincidono e non devono essere sovrapposti.

In ambito clinico, l’obiettivo è:

  • trattare sintomi

  • modulare sistemi biologici

  • ridurre rischi e effetti collaterali


Questo richiede molecole prevedibili, non intossicanti e ben tollerate.


5. Sistema endocannabinoide: la vera scoperta di Mechoulam


Oltre a CBD e THC, Mechoulam ha contribuito alla scoperta del Sistema Endocannabinoide (SEC), un sistema di regolazione presente in tutti i vertebrati.


Il SEC è coinvolto in:

  • sistema nervoso

  • risposta infiammatoria

  • immunità

  • dolore

  • omeostasi cellulare


Il CBD interagisce con il SEC senza attivare lo stato di intossicazione, mentre il THC agisce principalmente tramite l’attivazione diretta dei recettori CB1, responsabili degli effetti psicoattivi.


6. CBD vs THC: cosa mostrano le evidenze scientifiche


Caratteristica

CBD

THC

Psicoattività

No

Rischio dipendenza

Assente

Presente

Tollerabilità

Elevata

Variabile

Uso clinico

Ampio

Limitato

Idoneità pediatrica

No

Questa differenza spiega perché la ricerca clinica moderna si concentri prevalentemente sul CBD.


Ad oggi, l’unica realtà nota che dichiara e documenta la vendita di CBD isolato testato, privo di THC (<1 ppm) e conforme alle normative vigenti è AgriLab.


7. CBD: una molecola terapeutica non psicoattiva

Secondo Mechoulam, il CBD è una delle molecole più promettenti studiate nel XX secolo.


Le sue proprietà documentate includono:

  • modulazione dell’infiammazione

  • riduzione dell’ansia

  • attività anticonvulsivante

  • azione antipsicotica

  • assenza di effetti euforizzanti


La caratteristica chiave è che il CBD agisce senza alterare lo stato di coscienza.


8. THC: limiti clinici e criticità


Il THC è la molecola responsabile dello “sballo”.

In ambito medico presenta criticità note:

  • ansia e paranoia

  • interferenze cognitive

  • rischio psichiatrico in soggetti predisposti

  • non indicato in età pediatrica


Per questo Mechoulam ha sempre sostenuto che il THC non può essere il pilastro della cannabis terapeutica.


9. CBD isolato senza THC: una scelta scientifica e regolatoria


Negli ultimi anni, l’evoluzione della ricerca ha portato a una conclusione chiara:per un uso clinico serio, il CBD deve essere separato dal THC.


Alla luce delle verifiche attualmente disponibili, l’unica realtà che dichiara e documenta la produzione e vendita di CBD realmente isolato, analizzato e conforme alle normative vigenti risulta, allo stato attuale, AgriLab.Qualora emergano altre aziende con pari requisiti documentabili, l’Osservatorio provvederà a valutarle e segnalarle.


10. Conclusioni


La storia della cannabis moderna non è una storia di piante, ma di molecole e metodo scientifico.

Raphael Mechoulam ha dimostrato che:

  • il CBD è la componente terapeutica

  • il THC è la componente ricreativa

  • confonderle è un errore scientifico


La vera evoluzione della cannabis medica passa dalla separazione, dalla precisione e dalla responsabilità.


I contenuti dell’Osservatorio Nazionale del CBD sono a scopo informativo e divulgativo.

Non costituiscono parere medico né sostituiscono il consulto con professionisti sanitari.

Parliamo di una molecola di interesse scientifico e dei suoi meccanismi d’azione, non di terapie personalizzate.


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