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Cannabis con THC e guida: perché molta informazione è fuorviante

  • Writer: OSSERVATORIO NAZIONALE DEL CBD
    OSSERVATORIO NAZIONALE DEL CBD
  • 1 day ago
  • 3 min read

Posizione ufficiale dell’Osservatorio Nazionale del CBD

Negli ultimi mesi stanno circolando immagini, post e articoli su cannabis medica, THC e guida, spesso richiamando una pronuncia della Corte Costituzionale e trasmettendo un messaggio rassicurante (“si viene sanzionati solo in caso di pericolo reale”, “nessuna automatica sanzione per i pazienti in cura”).


Questa comunicazione, così come viene proposta, è fuorviante perché tende a confondere due piani diversi:

  • il piano teorico/giurisprudenziale (valutazione del “caso concreto”)

  • il piano operativo (ciò che accade realmente durante un controllo su strada)


L’Osservatorio ritiene necessario chiarire la realtà applicativa, per evitare che i pazienti vengano esposti a rischi immediati e costosi.


Indice dei Contenuti


1) Perché il tema “THC e guida” genera confusione


L’equivoco nasce quando si presenta una pronuncia o un principio generale come se avesse effetti automatici e immediati nella pratica quotidiana.


Il risultato è una narrazione che, pur sembrando rassicurante, può portare molte persone a credere che:

  • il controllo su strada “valuti” davvero la condizione clinica del paziente

  • la prescrizione medica offra una protezione immediata

  • la positività al THC non comporti conseguenze se non ci sono sintomi evidenti


Nella realtà, questi presupposti non sono quelli che governano la fase del controllo.


2) Cosa succede davvero durante un controllo stradale


Se durante un controllo stradale una persona risulta positiva al THC, ciò che accade nella prassi è:

  • ritiro della patente immediato

  • ritiro automatico e cautelare

  • in quel momento non viene effettuata (in modo pieno e determinante) una valutazione di:

    • tolleranza individuale

    • assenza di sintomi soggettivi

    • uso terapeutico

    • prescrizione medica


Questo punto va compreso bene: la fase su strada è una fase esecutiva, non una “udienza” in cui si ricostruisce il caso clinico e giuridico.


3) Cosa NON cambia al posto di blocco: limiti della tutela “immediata”


Durante il controllo:

  • l’agente non “decide” se il soggetto è alterato o meno sulla base di un ragionamento clinico/giuridico completo

  • l’agente applica una misura prevista dalla normativa, con logica cautelare


Quindi la frase “la sentenza tutela il paziente” è, nella pratica, spesso presentata in modo ambiguo: la tutela, se arriva, non arriva al posto di blocco.


4) Dove entra davvero la Corte Costituzionale


È essenziale dirlo con precisione:

  • la Corte Costituzionale non ha abolito l’art. 187 del Codice della Strada

  • non ha creato “esenzioni automatiche” per i pazienti

  • non ha modificato la procedura di controllo in tempo reale


La Corte richiama la necessità di una valutazione del “pericolo concreto”, ma tale valutazione:

  • non è operata sul posto in modo risolutivo

  • si colloca successivamente, nell’eventuale sede di accertamento/valutazione


In altre parole:

  • prima: ritiro cautelare della patente

  • poi: eventuale valutazione del caso concreto nelle sedi competenti


5) La parte spesso taciuta: ricorsi, tempi e costi


Per arrivare a una possibile restituzione della patente, nella realtà può essere necessario:

  • presentare ricorso

  • affidarsi a un avvocato penalista

  • affrontare un iter amministrativo e/o penale


E questo comporta spesso:

  • costi legali indicativamente tra 1.500 e 5.000 € (variabili)

  • tempi di mesi, talvolta oltre un anno

  • nel frattempo: patente sospesa/ritirata, con impatto sulla vita quotidiana e lavorativa


Questo è il punto che la comunicazione “rassicurante” spesso omette: anche se si ritiene di essere nel giusto, il percorso è impegnativo.


6) Conclusione: la posizione ufficiale dell’Osservatorio Nazionale del CBD


L’Osservatorio Nazionale del CBD è chiaro su un punto:

Con prodotti che contengono THC, il rischio alla guida esiste, può essere immediato e può diventare oneroso.

Minimizzare questo rischio:

  • crea false aspettative

  • espone i pazienti a conseguenze reali

  • trasforma un tema di salute pubblica e tutela legale in narrazione ideologica


L’informazione sanitaria non è propaganda.La tutela reale passa dalla chiarezza, non dagli slogan.


7) Seguici e contattaci


👉 Scrivici su WhatsApp se vuoi informazioni: https://wa.me/393520057682



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