Perché per “far funzionare” il THC serve sempre una narrazione forzata
- OSSERVATORIO NAZIONALE DEL CBD

- 1 day ago
- 3 min read
E perché il CBD isolato, proprio per questo, dà fastidio
Posizione editoriale dell’Osservatorio Nazionale del CBD
Nel dibattito pubblico su cannabis terapeutica, THC e CBD, emerge un dato ricorrente:più una sostanza è instabile, più ha bisogno di essere raccontata.Più una molecola è solida, meno ha bisogno di retorica.
Questo articolo analizza perché il THC necessita costantemente di una costruzione narrativa per essere percepito come terapeutico e perché il CBD isolato, proprio per la sua coerenza biologica, risulta scomodo a molte narrazioni commerciali e ideologiche.
Indice dei contenuti
1. Una regola non scritta della scienza: ciò che funziona non ha bisogno di retorica
Nella comunicazione scientifica esiste una regola semplice, raramente dichiarata ma universalmente valida:più un meccanismo è robusto, meno ha bisogno di essere spiegato, giustificato o difeso.
Il CBD isolato:
ha meccanismi d’azione chiari e studiati
è una molecola modulante, non sostitutiva
agisce su decine di bersagli molecolari documentati
mostra riproducibilità degli effetti
viene studiato da solo, senza bisogno di cornici narrative protettive
Il THC, al contrario:
non è modulante ma perturbante
presenta effetti dose-dipendenti imprevedibili
sviluppa tolleranza
richiede contesto, giustificazioni ed eccezioni
necessita sempre di una cornice narrativa per essere definito terapeutico
Questo non è un giudizio ideologico: è un’osservazione tecnica.
2. Primo trucco narrativo: non dire mai cosa c’è davvero dentro
Uno degli elementi più ricorrenti nella promozione dei prodotti contenenti THC (o derivati come full spectrum, FECO, RSO) è l’opacità compositiva.
Si parla spesso di:
“fitocomplesso”
“sinergia naturale”
“equilibrio della pianta”
“spettro completo”
Ma raramente viene dichiarato in modo chiaro:
quanto THC è presente
quale variabilità esiste tra i lotti
che rapporto reale ha con il CBD
quali rischi neurologici, psichiatrici e motori comporta
Una molecola che funziona davvero non ha paura di essere misurata.Il CBD isolato vive di numeri.Il THC vive di suggestioni.
3. Secondo trucco: l’“effetto entourage” come dogma mai dimostrato
L’“effetto entourage” viene spesso presentato come una verità scientifica consolidata.In realtà è un’ipotesi teorica, mai dimostrata in modo clinicamente robusto.
Il paradosso è evidente:
se il CBD funzionasse solo con il THC
non dovrebbe funzionare da solo
e invece è la molecola più studiata dell’intera pianta ed è anche l’unica ad aver raggiunto uno status farmacologico
Raphael Mechoulam stesso ha sempre distinto chiaramente tra:
molecola terapeutica
molecola psicoattiva
La narrativa moderna ha trasformato un’ipotesi prudente in un dogma di marketing.
4. Terzo trucco: i cannabinoidi “minori” come riempitivi narrativi
CBG, CBN, CBC vengono spesso:
esaltati come “più potenti”
presentati come “nuova frontiera”
inseriti per “completare” il prodotto
Ma nella pianta naturale:
sono presenti in tracce (0,1–1%)
non esistono studi clinici comparabili a quelli del CBD
le alte percentuali commerciali derivano da isolati aggiunti artificialmente
Il paradosso è evidente:si critica il CBD isolatoutilizzando altri isolati molto meno studiati,solo per evitare di ammettere che il CBD da solo funziona già.
5. Il nodo centrale: il mito “CBD senza THC non funziona”
Questa affermazione è falsa sul piano biologico.È vera solo se l’obiettivo è lo sballo, non la modulazione.
L’unica sinergia reale e dimostrabile è questa:
il CBD depotenzia il THC
riduce ansia, psicosi, tachicardia e disforia
limita l’impatto negativo sul sistema nervoso
Dire che “il THC potenzia il CBD” è un’inversione logica.
Se fosse vero:
il CBD non funzionerebbe da solo
non avrebbe trial clinici autonomi
non sarebbe utilizzato come molecola modulante
Ma i dati scientifici dicono l’esatto contrario.
6. Perché questa narrazione continua a funzionare
Per tre motivi molto concreti:
il THC produce un effetto immediatamente percepibile, spesso confuso con efficacia
il CBD lavora in modo silenzioso, modulante e progressivo
il marketing preferisce l’esperienza allo studio, anche quando l’esperienza è instabile o rischiosa
Il problema non è il THC in sé.Il problema è spacciarlo per ciò che non è.
7. La verità che non piace dire
il CBD isolato funziona perché modula
il THC va spiegato perché disturba
l’uno vive di studi e coerenza biologica
l’altro necessita di storytelling continuo
Quando una narrazione diventa indispensabile per far “funzionare” un prodotto,non siamo più nel campo della medicina,ma in quello della costruzione del consenso.
Nota conclusiva dell’Osservatorio
L’Osservatorio Nazionale del CBD continuerà a distinguere tra:
informazione scientifica
narrazione ideologica
propaganda commerciale travestita da tutela dei pazienti
Perché la tutela reale passa dalla chiarezza, non dagli slogan.
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